Sei una canzone sincopata
Una luna rossa e placida che beve il mare
Un fulmine guaritore
La somma degli dei in amore
L’ombra dei titani in guerra
Una corda tesa sulla spiaggia
Il respiro caldo e profondo della terra
Che culla la notte prima di scuoterla
Un sorriso ubriaco di lacrime
A cui suggerire parole nel buio
La mano che plasma l’anima
Irrigidita dal tempo…
…E io sono qui
Seduto davanti a un vecchio giradischi
Con gli occhi fissi sul piatto che gira all’infinito
La puntina percorre sempre gli stessi solchi
E graffiandoli, li incide sempre più profondi
Così profondi che la musica risuona
Nella nicchia che custodisco
Tra stomaco e costato
Ogni nota mi rivolta il cuore
Ma che posso fare se non ascoltare?
Ma ascoltare non è abbastanza
Vorrei essere la musica
Il disco e la puntina
Il meccanismo che sprigiona le note
Le note che creano l’armonia
Vorrei ridurre le parole allo stremo e all’essenza
E inciderle sulla tua pelle
Trepidazione, ansia e stupore
Poggiano su di me come un manto di nebbia sottile
Sei una canzone sincopata
Come questa poesia
Il moto ondoso del mio umore
Che scalcia, raglia, trema e sbava
Come un mulo impazzito
Poi adagio il capo sul tuo ventre
Il mio orecchio al tuo ombelico
Il mistero e il centro del mondo
Ascolto
Tutto tace