CANZONE SINCOPATA

CANZONE SINCOPATA

Sei una canzone sincopata
Una luna rossa e placida che beve il mare
Un fulmine guaritore
La somma degli dei in amore
L’ombra dei titani in guerra

Una corda tesa sulla spiaggia
Il respiro caldo e profondo della terra
Che culla la notte prima di scuoterla

Un sorriso ubriaco di lacrime
A cui suggerire parole nel buio

La mano che plasma l’anima
Irrigidita dal tempo…

…E io sono qui

Seduto davanti a un vecchio giradischi
Con gli occhi fissi sul piatto che gira all’infinito
La puntina percorre sempre gli stessi solchi
E graffiandoli, li incide sempre più profondi
Così profondi che la musica risuona
Nella nicchia che custodisco
Tra stomaco e costato

Ogni nota mi rivolta il cuore
Ma che posso fare se non ascoltare?

Ma ascoltare non è abbastanza
Vorrei essere la musica
Il disco e la puntina
Il meccanismo che sprigiona le note
Le note che creano l’armonia

Vorrei ridurre le parole allo stremo e all’essenza
E inciderle sulla tua pelle

Trepidazione, ansia e stupore
Poggiano su di me come un manto di nebbia sottile

Sei una canzone sincopata
Come questa poesia
Il moto ondoso del mio umore
Che scalcia, raglia, trema e sbava
Come un mulo impazzito

Poi adagio il capo sul tuo ventre
Il mio orecchio al tuo ombelico
Il mistero e il centro del mondo

Ascolto

Tutto tace

LA DAMA DEL CIRCO

LA DAMA DEL CIRCO

Danza dama del circo

La danza del giocoliere

Danza di passi che scivolano

Lungo un filo di seta

Mentre le mani giostrano abilmente

Un sorriso, una nuvola e il cuore di un uomo

Cammina dama del circo

Cammina in equilibrio su una sfera

Che vista da vicino può sembrare il mondo

E forse lo è

Falla ruotare col suo ritmo naturale

Senza fretta

Lascia che compia il ciclo della vita e della morte

Due piedi la percorrono inesorabili

Uno è l’amore e l’altro l’anima, come sempre

L’equilibrio è precario ma che vuoi farci?

Sorridi dama del circo

Sorridi al pubblico che ti osserva

Sorridi a quello che ti applaude

E a quello che ti fischia

Che entrambi sono qui per te

Abbagliano e incantano

Le evoluzioni impossibili dei tuoi anelli di fuoco

Che infiammano il costume ricamato di stelle

E illuminano gli occhi stupiti di un bambino

Riposa dama del circo

Riposa che lo spettacolo multicolore è terminato

I pagliacci già spazzano la pista

L’acrobata li osserva mentre dondola sul suo trapezio

Da lassù, la pista assomiglia a una gran luna di formaggio

Ma tu non ci sei più

È l’alba

La carovana si allontana lungo la strada maestra

Una pioggia leggera e sottile l’accompagna

CANZONE (non proprio) CRIPTICA PER ELEONORA

CANZONE (non proprio) CRIPTICA PER ELEONORA

Sogno

E il mio sogno è rubato dal giorno

Svanito, dissolto

Mi hai ricondotto qui!

Nel mio sogno ci sei tu. O c’eri.

I capelli dipinti

Gli occhi belli, si sono veramente belli

E mi guardano attraverso

Sbucano dall’altra parte:

Si alzano, si abbassano

Penetrano ogni centimetro delle mie membra

Me li sento addosso

Mi ci vesto, quasi.

Mi piace il collo, leggero e profumato

La voce che canta sempre qualcosa

Una melodia costante: mi rende tranquillo.

Mi piace la bocca, veramente.

Tutta la bocca, dentro e fuori

I contorni, le cavità

E i pensieri?

Tutti i tuoi pensieri

Quelli belli e quelli brutti.

Quelli che mi aprono a ventaglio

Quelli che mi chiudono a riccio

Quelli timidi, quelli atroci, quelli ingenui e quelli avari.

E i gesti,

Perché quelli dove li metti?

Sono lì, nel sogno che il giorno mi ha strappato.

Anche tu sei sempre lì, accovacciata sul letto

Oppure distesa, placida.

Gli occhi, i miei occhi dico

Cedono il passo agli occhi che vedono senza luce.

E infatti la candela trasale, rantola,

Barcolla coraggiosa e agonizzante

Ha perso troppa cera

La osservo cadere e rialzarsi

Cadere e rialzarsi

Cadere e rialzarsi

(puff)…Buio.

E’ tempo di vederti ancora.

PIOGGIA

PIOGGIA

Pioggia, Pioggia, Pioggia
Pioggia non cambia la situazione
Pioggia non frena la disperazione

E ogni passo avanti è uno sguardo indietro

Pioggia offusca luna e stelle
Pioggia, in questa notte afosa

Malgrado tutto

Mi fa sentire un dio benevolo
Che cerca verità nella realtà
Bellezza eterna nella natura cangiante

Pioggia, odo chiara la sua voce
Ma a mala pena me la sento addosso

Pioggia, odore inconfondibile

Mi fa sentire nato dalla terra
Sudando come solo gli alberi sanno fare
Riempiendo lo spazio tra cielo e mare

Così, malinconico come sono sempre stato

Mi sdraio a terra, con la testa tra le mani

“Gocce di pioggia su di me…”
Dice la canzone
Ma qualcosa ancora mi turba

Pioggia mi accompagna nel bosco dei miei sogni
Leggiadra ruba i miei pensieri e fugge via

E io rimango

Secco come una foglia morta

In una mattinata di sole.

ATTO I

ATTO I

11 NOVEMBRE 1995


Il piccolo braccio sinistro segna l’inizio

Tic Toc Tic Toc…Denso Scorre il sangue

Risvegliando membra intorpidite e smemorate

Mentre l’apatia

Trascina colui che sogna a morte prematura
- Non ti sembra che la frase “Brancolare nel buio” suoni male?

Numeri, nient’altro che numeri
Senza un ordine

 - Che ci fai qui? Torna subito alla riga 22 colonna 1!

 - Qual è la tua posizione attuale?

 - Riga 11 colonna 2 signore! Sono mortificato signore!

Un altro piccolo braccio sinistro segna la fine
Deve esserci un significato
Il cranio rimbalzante cade in una spirale ipnotica
Lacrime di sangue scendono lungo lo scarico

Venite gente! Venite e assistite al più spettacolare, incredibile, meraviglioso spettacolo che abbiate mai visto!”

Potrete ammirare:

Il flusso di parole

Coppie di numeri in opposizione tra loro e…
Due piccole braccia sinistre.

Nota: Originale in inglese. Si sono persi alcuni giochi di parole.

ATTO II

ATTO II

Rimani qui con me.
Nello spettacolo infinito.

Perfora il mio ego con pallottole di
Gioia e confusione

Angoscia e illusione

Bambola di storie dimenticate
Maestra del travestimento

Candida impostora
Commediante dall’anima gelida.

Spaventoso ma toccante. Avanguardia con gusto.”
Oh cara, ho dimenticato qualcosa?”

Rotola la testa.
Un teschio adornato urla:

A-M-O-R-E S-U-B-L-I-M-E

Critici stupefatti, avete scordato!
Non ero io sulla ribalta, ma…

Ecco che ritorna, il brivido
Una boccata di polvere, un talkshow
Proprio qui nella mia testa
Umida, esausta, dolorante.

Clap, clap, clap

Ma molti se ne sono già andati

Quindi rimani con me
Mostrami di nuovo quella tua risata amara
Lascia che mi avvolga stretto

Al sipario che recide la scena

Mentre una luce blu

Rimane ancora accesa

Nota: Originale in Inglese

ATTO III

ATTO III

Stordito e confuso, così mi vede lo specchio
Sudicio, pallido e sudato

Catene legate allo stomaco
Il cuore pulsa a ritmi che il respiro non sostiene

Nello stagno di note immergo le mani
Tentando di afferrare qualcosa
Pesco alla cieca

Il vecchio saggio dice:
Queste sono vibrazioni negative
Non dare niente per scontato e vivi giorno per giorno

Non ha capito
Non posso fare altrimenti

E ad ogni frase stonata, ogni domanda impropria
Ogni ombra che ti attraversa gli occhi
Le catene si stringono

E ad ogni sussurro, ogni dubbio ingenuo
Ogni carezza che ti sfiora il volto
Sono ancora vivo

Il muro sul quale cammino è molto stretto
Posso vederti da quassù, camminare con me
E a volte tendermi la mano
Stringermi stretto e mollarmi di colpo

C’è un precipizio dall’altra parte

Non posso fare a meno di notarlo

Quando barcollo.

 

Nota: originale in inglese.

23 LUGLIO (PHOEBE’S)

23 LUGLIO (PHOEBE’S)
Davanti me giace una Musa
Fatta di seta strappata e polvere
Parla d’amore per calmare i miei demoni
Alle mie spalle brucia una rosa
Gocciolando paura dal dolore pungente
Balia distratta di occhi offesi
Ti posso vedere
Sorridere dalla cima del monte
Inondare la valle
Dissetare la terra arida
Doccia di luce
Viso di perla
Grazia scolpita nel marmo
Energia primitiva che scoppierà
In infinite scintille colorate
Dissolvendosi in pace
Creando una stella
Nota: Originale in inglese.

A VOLTE

A VOLTE

A volte mi sembra di essere  sfasato rispetto al mondo

Di essere troppo in anticipo o troppo in ritardo

Di essere benvenuto dappertutto, ma non appartenere a nessuno

Di amare l’impossibile ed essere amato dal nulla

Di rifuggire l’ordinario, ma di odiare gli estremi

Di attendere immobile le occasioni e spostarmi non appena giungono

Di conoscere le persone giuste al momento sbagliato

Di soffrire della libertà e non potervi rinunciare

Di gioire della schiavitù e non volerla trattenere