xl-mas

Le festivitá natalizie. La tipica atmosfera caotica ed elettrizzante. Le luci, gli addobbi, i remix di Jingle Bells e White Christmas versione house, che risuonano in ogni negozio, ristorante, centro commerciale, propagandosi nelle strade, dove torme di consumatori accaniti, collidono cozzando nelle borse altrui.

Ecco, ce n’è uno che ha appena dato una ginocchiata contro un borsone…Zoppica, ma non si ferma, per caritá, sarebbe la fine. Peró fa in tempo a lasciarsi dietro uno sguardo furtivo…diretto alla borsa: “FNAC…Che cosa avrá comprato? Quanti regali avrá fatto? Piú di me? Piú costosi? Sicuramente nel borsone c’ha il Nintendo Wiiiiii…e io ancora con la Playstation”.

Nel frattempo lo sguardo è tornato a puntare dritto avanti a se, vibrando come una bussola impazzita verso le insegne luminose delle vetrine: H&M, Zara, Accessorize, Sony, Nokia, Vodafone, anche se il pensiero, molto più rapido, l’ha giá anticipato, entrando simultaneamente in ognuno di loro.

E sogna, satollo di shopping e immerso nei pacchetti come Paperone, insaponandosi col nuovo iPhone.

Ma dura poco, il viso si corruga, l’espressione si acciglia e si fa piú greve, sofferta, come in una sceneggiata di Mario Merola. E un nuovo pensiero si fa largo tra le luci intermittenti dell’albero di Natale, ergendosi in cima, aggrappato al puntale come King Kong: “Ma non dimentichiamoci di chi soffre.”

Ah che bello. Tutto funziona a meraviglia, l’abboffata e il rimorso, la carota e il bastone, tutto programmato secondo le regole. Il nostro consumatore azzoppato non si deve preocccupare: al consumo sfrenato deve seguire un sentimento filantropico, mesto e accorato.

E allora per ogni negozio una bancarella, un tavolino o uno spot pubblicitario: “Supporta la Croce Rossa”, “Sostieni Amnesty International“, “Unisciti a Green Peace”, “Solo un piccolo contributo, il prezzo di un caffé…e su…e dai!”, “Adotta una famiglia somala”, “Manda vestiti in Indonesia”, “Invia un Sms per i malati di insufficienza renale”, “Aiuta la ricerca”, “Ricerca gli aiuti”, “Firma per smettere subito le atrocitá contro il canguro albino”, “Pianta anche tu un fico ad Andorra”

“Ahhhhhhhhhh!!”

Fare del bene è giusto, lo so. C’è tanta gente che soffre, lo so. Sono tutte cause nobili, lo so.
Eppure, anche riconoscendo il merito di tanti individui onestamente e devotamente inclini ad alleviare le pene altrui, per qualche ragione non riesco a scacciare questa sensazione di fastidio allo stomaco che mi dice che qualcosa scricchiola.
Ultimamente, la gastrite è la mia consigliera morale. Penso stia facendo un discreto lavoro, anche se non è certo un mostro di dialettica. Per questo motivo devo affidarmi alla straordinaria eloquenza di Henry David Thoreau, affinché trasformi questa percezione istintiva in un pensiero di senso compiuto.

A man is not a good man to me because he will feed me if I should be starving, or warm me if I should be freezing, or pull me out of a ditch if I should ever fall into one. I can find you a Newfoundland dog that will do as much…

…There are a thousand hacking at the branches of evil to one who is striking at the root, and it may be that he who bestows the largest amount of time and money on the needy is doing the most by his mode of life to produce that misery which he strives in vain to relieve. It is the pious slave-breeder devoting the proceeds of every tenth slave to buy a Sunday’s liberty for the rest. Some show their kindness to the poor by employing them in their kitchens. Would they not be kinder if they employed themselves there?…

…I do not value chiefly a man’s uprightness and benevolence, which are, as it were, his stem and leaves. Those plants of whose greenness withered we make herb tea for the sick serve but a humble use, and are most employed by quacks. I want the flower and fruit of a man; that some fragrance be wafted over from him to me, and some ripeness flavor our intercourse. His goodness must not be a partial and transitory act, but a constant superfluity, which costs him nothing and of which he is unconscious.

Excerpts from Walden, by H.D. Thoreau, 1854

Per questo rimango al Caffé, aspettando pazientemente che la gente smetta di essere “tutta piú buona” e ricominci ad essere “in parte piú onesta”.

C’è anche Lupus a farmi compagnia, ma per altre ragioni.
Qualche giorno fa è uscito per la strada vestito da Babbo Natale, con buone intenzioni ma pessimi risultati, sfidando ogni senso del decoro e della decenza e, volendosi superare, incutendo anche del vero ribrezzo, tanto che è riuscito nell’impresa di terrorizzare qualunque bambino incrociasse il suo cammino. Le minacce dei genitori infuriati e gli insulti dei passanti desiderosi di sfogare la propria rabbia repressa, gli hanno tolto ogni desiderio di farsi vedere per strada.

Sidro invece  in questi giorni lo si vede di rado. È  impegnatissimo. Si sa che la richiesta di droghe ricreative per le festivitá natalizie è tra le più alte dell’anno e chissá che per una volta anche lui riesca a trarne un beneficio economico.

Comunque siamo qui, in isolamento volontario e tutt’altro che spiacevole. Aspettiamo sereni, che passino i botti, si spengano le luci e gli abeti artificiali tornino in cantina.

Felice anno.

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2 pensieri riguardo “xl-mas

  1. 2009, dunque 2+9=11, 1+1=2, numero perfetto! Bene la numerologia mi auspica un anno fortunato e penso sia verovisto che non so dove nadro, dove lavorero e cosa faro, insomma liberta totale!! Auguri eh!

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