Imago Mortis

È bello quando succede.

Mi ricordo le passeggiate dentro Cinecittá, le chiacchierate sui suoi progetti, le “lezioni” sulla poetica cinematografica. Lo osservavo, osservavo i suoi bozzetti, i suoi pupazzi, il suo mondo incantato e non potevo che rimanerne stupito. E piú ammiravo il suo talento, piú mi rendevo conto che a dargli vita era una peculiare qualitá tipica dell’artista vero: la necessitá vitale, quasi fisiologica di seguire la propria passione.

Per quanto aspre le difficolta, secchi i rifiuti, tortuoso il percorso, Stefano ha sempre sfoderato tenacia, perseveranza e la necessaria ostinazione per andare avanti.

Credo che, da una sapiente miscela di tutte queste qualitá, sia nato IMAGO MORTIS il nuovo film di Stefano Bessoni, distribuito da Medusa, in uscita in Italia il 16 gennaio.

Sostenetelo, passate parola, ma soprattutto…andatelo a vedere!

 

IL TRAILER 

La trama

Si narra che nel tardo 1600, molto tempo prima dell’invenzione della fotografia, uno scienziato di nome Fumagalli fosse ossessionato dall’idea di riprodurre le immagini. Nel corso dei suoi esperimenti scoprì la “Thanatografia”: uccidendo una persona, e rimuovendo poi i suoi bulbi oculari, era possibile riprodurre su un supporto sensibile l’ultima immagine fissata sulla retina della sfortunata vittima. Le sue sperimentazioni diedero il via a molti efferati crimini ma, una volta scoperto, Fumagalli venne condannato a morte e giustiziato. Ma oggi, quello stesso raccapricciante rituale, quegli stessi crimini, sembrano ripetersi tra le mura di una scuola internazionale di Cinema…

 

Bruno (Alberto Amarilla), studente spagnolo di regia presso la scuola internazionale di cinema Murnau, è alle prese, come i suoi compagni di corso, con le prove scolastiche di fine anno assegnate dal temuto professore Gustav Olinski (Alex Angulo), soprannominato Caligari a causa della sua fissazione per il cinema espressionista.

Orfano di entrambi i genitori, per poter affrontare la costosa retta dell’istituto Bruno lavora di notte presso l’archivio scolastico: a tenergli spesso compagnia è Arianna (Oona Chaplin), studentessa dal carattere aperto e solare, forse l’unica con cui il timido e problematico Bruno ha un vero rapporto di amicizia. Bruno va comunque d’accordo con tutti gli altri suoi compagni di corso, dalla “studentessa modello” Leilou (Leticia Dolera) al simpatico e sbruffone Richard (Francesco Martino) e ai due divertenti e inseparabili giapponesi Achi (Jun Ichikawa) e Ozu (Kenji Kohashi).

Provata dai faticosi turni di notte all’archivio e da una forma di insonnia sempre più acuta, la lucidità di Bruno comincia a vacillare. Il giovane, ipersensibile e di indole visionaria, comincia a percepire strane cose, visioni, senza riuscire più a distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è. Presenza ricorrente di tali apparizioni è un ragazzo insanguinato che sembra – e Bruno ne è sempre più convinto – volerlo guidare alla scoperta di qualcosa.

Con l’aiuto di Arianna e attraverso una serie di scoperte sconcertanti e personaggi che si riveleranno di focale importanza nella vicenda – dal vecchio professor Astolfi (Francesco Carnelutti) alla proprietaria della scuola, la Contessa Orsini (Geraldine Chaplin) – Bruno arriverà dopo una sanguinosa serie di omicidi a ricostruire l’intricata tela tessuta all’ombra della scuola…

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