Signore e signori…buonanotte

Oggi è successa una cosa straordinaria.
Lupus mi ha fatto una domanda.
Ma non era una di quelle domande con le quali solitamente mi percuote le meningi, tipo:

–    Hai visto il nuovo calendario di Eva Mendes?
–    Ma Del Piero gioca dal primo minuto?
–    Mi cambi 20 euro in moneta per il video poker?

No, oggi, per la prima volta, Lupus mi ha fatto una domanda che presuppone l’interazione, anche minima, fra sinapsi neuronali.

È mattino, lui è seduto al solito posto, giocherellando con le dita sulla tazzina di caffè. Dalla tazzina il suo sguardo si posa sulla lavagnetta dei prezzi, poi su di me. Lo osservo con attenzione. Ripete il giro due o tre volte, come se stesse facendo una conta mentale, fino a fermarsi definitivamente su di me. Continuo ad osservarlo. Le tempie strette nella concentrazione e le sopracciglia aggrottate, svelano un’attività cerebrale al di sopra della norma. Poi il viso si rilassa, il torace si gonfia di un’inspirazione profonda e finalmente le parole sgorgano:

–    Ma perchè si paga l’Iva?

Incredibile.
Si certo, la domanda non è un gran che, ma il punto è che  si è messo a questionare, si è risvegliato per un momento dal torpore che l’accompagna costantemente, per interrogarsi su ciò che lo circonda.
Un attimo di lucidità rubato al sonno di chi è in costante doping catodico.

Alla domanda ovviamente non so rispondere. Ricordo qualcosa dell’Imposta sul Valore Aggiunto, che risale alle lezioni di economia delle superiori, e che non vale la pena rievocare, ma l’ importante  è approfittare di questo momento unico e forse irripetibile, così ribatto alla domanda con un’altra domanda.

–    Perché si pagano le tasse affatto? A cosa servono?

Rimane sconcertato.
Forse avrei dovuto cominciare in maniera piú blanda.
Avrei dovuto ricordargli che in una democrazia, le tasse servono come supporto economico per creare servizi e infrastrutture che permettano allo Stato (noi stessi) di operare e di vivere nel miglior modo possibile, mentre pare che oggi servano solo per ingrassare il monarca e alcune famiglie patrizie come succedeva qualche secolo fa.
Avrei dovuto dirgli che se è vero che abbiamo il dovere di contribuire all’efficienza del sistema in cui viviamo o abbiamo scelto di vivere, è altrettanto vero che abbiamo il diritto di pretendere che il sistema funzioni e che qualora le persone elette per gestire questo sistema si rivelino inette o incompetenti o malintenzionate (più spesso le tre cose assieme), noi possiamo e dobbiamo rimuoverle da quegli incarichi.
Pare invece che il cittadino moderno sia compiacente, connivente o nel peggiore dei casi indifferente al fatto che coloro che dovrebbero occuparsi del suo bene, si occupino esclusivamente dei suoi beni; che la sua libertà di azione e di espressione sia limitata ogni giorno di più; che sia costantemente vittima di sprechi, abusi e inefficienze; che gli venga costantemente occultata la verità; che giorno dopo giorno, un poco alla volta, si veda sottrarre tutte quelle attività culturali, educative, ludiche e giocose che costituiscono la semplice gioia del vivere (lo spirito ha bisogno di nutrirsi quanto e forse più del corpo), per lasciare il posto all’isolamento e all’abbandono, che producono amarezza, diffidenza e paura.
Ma il cittadino non se ne accorge. Muore lentamente, come nella famosa poesia di Neruda, senza sapere perché. Si lamenta, parla di libertà, ma non la vuole veramente. Perchè la libertà richiede un lavoro duro, responsabilità e coraggio, mentre l’uomo è un animale pigro e timoroso. Meglio allora che ci pensi qualcun altro.
Meglio essere le pecorelle smarrite del buon pastore. Se poi soffrire si deve, sarà perché l’ha voluto il Signore.

“…Per quale ragione dunque dovremmo ancora preferire la giustizia alla più grande ingiustizia, se acquistandocela con un falso decoro staremo a nostro agio con gli dèi e con gli uomini sia da vivi sia da morti, come vuole l’opinione della gente e degli individui eccellenti?[…]
Forse, se esistesse una città di uomini buoni, si farebbe a gara per non governare come adesso per governare, e allora sarebbe evidente che il vero uomo di governo non è fatto per mirare al proprio utile, ma a quello del suddito…”

Su questo tipo di considerazioni si arrovellava Platone attorno al 390 AC, il che getta più di un ragionevole dubbio riguardo a tutte le teorie sull’evoluzione umana.
L’uomo è sempre lo stesso.
La differenza fondamentale però, è che mentre nell’antica Grecia la massa non aveva nessun tipo di accesso alla cultura e all’informazione, a noi basta un click. Non abbiamo scuse.

Ecco, avrei dovuto dirgli tutte queste cose e molte altre; ma così come non si può svegliare un sonnambulo con uno scossone, ho paura che tutte queste informazioni lo facciano impazzire.
Bisogna fare piano, un poco alla volta. “Un viaggio di mille miglia inizia col primo passo” dice Lao Tze.

E allora ripeto la domanda con voce calma e serena:

–    Perchè si pagano le tasse?

Osservo la lotta intestina dei suoi due emisferi, dipinta nelle gote violacee, nello spasmo muscolare del viso, nel suo digrignare. Chissà quante volte nella vita ha dovuto affrontare un simile ostacolo. Pensare.
Ce la farà?

–    Ostia, neanche stessi partecipando a “Chi vuol esser milionario”…hmmm…vediamo un po’…paghiamo le tasse perché…Ci siamo costretti!

La tensione cala, il colorito del viso torna al suo pallore naturale, la smorfia tesa si trasforma nel suo solito risolino ebete. Non ce l’ha fatta.
Eppure…aspetta…ecco…si acciglia nel dubbio, qualcosa non quadra, qualcosa manca: un pensiero, un’informazione. Cerca nel vuoto ma non trova nulla, finché incontra il mio sguardo attento e anelante.
Ecco…sta per parlare di nuovo.

–    A proposito…Con chi gioca la Juve domenica?

NOTE:

Nonostante quest’ultimo periodo sia stato toccato da eventi importanti, a volte straordinari, a volte tragici, come la crisi economica, la guerra tra Palestina e Israele, la presidenza di Obama e le sempre affascinanti vicende politiche italiane, riporto qua sotto le 10 notizie più lette del mese sul sito del Corriere dell Sera:

1. Cristina dal Basso; 2. Neve record al Nord; 3. Amputate mani e piedi a candidata Miss World; 4. Carlo mi diceva: amo te non mia moglie; 5. Travolta jr, figlio mai cresciuto; 6. Mi hanno cacciato dalla Corrida; 7. Primo topless nella Casa; 8. Annozero, Fini chiama Petruccioli; 9. Cristina dal Basso (2); 10. Daniela Mariani

Riporto qui sotto i link di articoli riguardanti alcuni degli sperperi e abusi piú recenti del nostro paese:

Mi fermo qui.

NOTA 2: Il video all’inizio è tratto dal film “Signore e Signori buonanotte!” del 1978, diretto da L.Comencini, N.Loy, M.Monicelli, E.Scola, L.Magni

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6 pensieri riguardo “Signore e signori…buonanotte

  1. Non so cosa sia più triste: vivere tranquilli e beati nel proprio angolo di mondo senza la minima idea di cosa ci sta riservando il futuro e l’incapacità dell’uomo, o vivere sapendo che il tuo mondo va a rotoli e sapere di essere l’unica goccia dell’oceano a saperlo…

    1. L’animale vive la sua esistenza in beata innocenza, e credo che molti esseri umani siano molto più vicini allo stato animale che a quello divino. Però, come ricorda anche Jodorowsky, c’è una gran differenza tra “Innocenza” e “Stupidaggine”. La prima è ignoranza con amore, la seconda è ignoranza con aggressività.
      Coloro che si trovano a vivere una vita “consapevole”, sono certamente più esposti sia alle “vere” gioie che ai “veri” dolori dell’esistenza. Ma è un percorso necessario per arrivare a conoscere se stessi e, di conseguenza, ad essere “veramente” felici.

  2. Io sono una di quelli che si anestetizza.
    Sono una dei rassegnati.
    Una che che fa parte della categoria degli indolenti e timorosi.
    Sempre di più.
    Poi ogni tanto ho un vago rigurgito di rabbia, tento di metterlo a tacere e vorrei continuare a sentirmi un numero, un codice fiscale, un numero di tessera sanitaria, una tessera elettorale.
    Devo dire che ci riesco sempre meno.

  3. … e adesso cosa si fa?
    Come la mettiamo con tutti questi loschi figuri che si aggirano per il Palazzo, li eliminiamo? Se lo facessimo non saremmo più animali pensanti ma ci tresformeremmo in belve. Eliminarli non è la soluzione.
    Interdirli? Forse sarebbe meglio internarli ma in quasto caso poi ci toccherebbe anche mantenerli, già lo facciamo in realtà.
    O ancora meglio sarebbe farli lavorare, già potrebbe essere la svolta. farli lavorare in fabbrica, nei campi per raccogliere pomodori, nelle miniere, far fare loro lavori pesanti, stressanti, alienanti che però permettono a tutti di vivere bene. Potrebbe essere la chiave giusta per la REDENZIONE.
    Non arrendiamoci allora! Non lasciamo che continuino a guidarci degli inetti senza spina dorsale, ribelliamoci!!!!

    Ci arrendemmo forse quando i Tedeschi bombardarono Pearl harbour?

    Bastano piccoli gesti, non serve una rivoluzione, anche se aben guardare sarebbe la strada più veloce.

    Mi sono un po’ allargato, perdonate un vecchio logorroico lacustre.

    1. I loschi figuri ci sono e ci saranno sempre. Ci che possiamo, dobbiamo fare guardare a noi stessi. Migliorare il nostro essere per non cadere nella tentazione del “tanto lo fanno tutti perch io no??”. Cito e citer sempre una frase di Gandhi che mi serve per svegliarmi al mattino: “Tu devi essere il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Per quanto riguarda i lavori nei campi sono pi che daccordo. Questi signori non sono cattivi, si sono solo smarriti in una realt virtuale dalla quale non sanno come uscire. Bisogna aiutarli con 12/14 ore di lavoro giornaliere e un tozzo di pane. Giusto per riprendere il contatto con la terra. Del resto la soluzione al problema politico lo aveva dato gi Platone: governatori filosofi a cui non veniva fatto mancare nulla (ma senza eccedere) e che non percepissero alcuno stipendio e che non avessero nessun beneficio personale. Cos, solo i pazzi che veramente amavano lo stato e credevano nella propria missione avevano il “temerario ardire” di accettare la proposta. Funzionale in teoria, ma che creava poi la diatriba paradossale: chi controlla i controllori? chi governa i governanti?

      E se la soluzione non l’ha trovata nemmeno Socrate, mi sa che forse bisogna cambiare domanda.

      baci

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