AGOSTO

Come si dice da qualche parte qua sotto, per molti Agosto è la domenica dell’anno. E allora per chi è sotto l’ombrellone e di fianco alla Gazzetta c’ha l’Iphone connesso a Internet, o per chi è in viaggio ma non può rinunciare a connettersi a Facebook prima di andare a letto e per chiunque capiti da queste parti, ecco un raccontino fresco e alla spina sull’amato/odiato mese di agosto e sulla frustrazione dello scrivere. BUONE VACANZE!

Agosto è il mese più crudele. Ah no quello era aprile. Bé comunque anche agosto non scherza. Se riuscissi a trovare un modo per eliminare la noia. Questo torpore mentale che mi impedisce ogni ragionamento. Batto sui tasti senza voglia, senza sapere come, ne cosa. Ho la testa avvolta da una nube che tutto confonde. Non riesco a pensare a nulla. Scrivere un romanzo in un solo mese! E il mese è agosto per giunta! Che schifo.

Cosa si insinua nella viscida mente di Bonetti per arrivare a concepire un accordo del genere. Mah! Sono anni che mendico nel melmoso mare dell’editoria. Ho accettato ogni genere di compromesso affinché mi pubblicassero un racconto, una poesia, un aforisma. Sempre senza pretese, quasi sempre senza soldi. Mi bastava una misera colonnina insignificante su una rivista ancora più insignificante per tenere ancora accesa quella candeluccia di compleanno che è diventata la mia speranza di diventare scrittore. Eh si, perché scrittore lo diventi solo se c’è qualcuno che ti legge. E basta. Poi mi hanno convinto a contrattare un agente: “È l’unica maniera, non vai da nessuna parte se non hai un agente. Fidati!”.

Mi sono fidato, ho assunto Bonetti e la candeluccia si è spenta del tutto.

Eppure avevo messo il cuore in pace, già predisposto a trascorrere l’ennesima estate a fissare il soffitto e chiedermi in che punto della mia esistenza avessi preso la curva sbagliata. Non arrivo a dire che stessi pregustando l’attesa, però devo ammettere che l’autocommiserazione si porta dentro una massiccia dose di masochismo. Poi arriva la telefonata di Bonetti con la sua assurda proposta:

“Dammi qualche centinaio di cartelle per il primo di settembre… Sì, si tratta di una specie di concorso, Autori Sprint! si chiama… Sai vogliono rendere più fresca la proposta editoriale. Un mese per scrivere un romanzo e se vinci c’è un contratto vero… eh… con “tu sai chi”.”

Autori Sprint? Tu sai chi? Dammi qualche centinaio di cartelle?

Certo, per lui sono solo cartelle. Non una storia, un romanzo, un’idea, si va direttamente all’unità di misura. “Dammi 5000 note per una sinfonia. Anzi no, facciamo 3000, poi semmai aggiungiamo.”. A questo siamo arrivati. Ma io che gli scrivo in un mese. Un mese! Non ci posso proprio pensare.

Ora non so niente. Picchio sulla tastiera come un automa perché mi piace il suono: clack, clack, clack! Provo con la libera associazione, scrivendo a getto continuo, acchiappando a caso frasi che mi galleggiano in testa, come tanti bagnanti dentro a un grosso ciambellone, che aspettano di essere recuperati da un elicottero di salvataggio, ma senza dover essere salvati. Come quegli orsacchiotti di peluche rinchiusi nelle gabbie di vetro, nelle fiere di paese e nei luna park. Stanno li, in attesa di essere raccolti da quei bracci meccanici, che danno ai bambini l’illusione di poter afferrare ogni cosa e poi si rivelano talmente mosci da aprirsi ad ogni movimento della cloche.

Ecco, mi sento come quella cloche. E ci sono trecento pensieri che tentano di aggrapparsi, ma io non riesco ad afferrare nulla.

Qualunque cosa mi può influenzare: la musica, il traffico, lo scroscio dell’acqua in cucina. Ma chi sta lavando i piatti a quest’ora? Oddio! Non ero preparato a questa situazione.

Agosto è ammorbante. Perché proprio ad agosto. “Agosto, agosto, moglie mia non ti conosco”. Eh, caro Campanile, tu si che eri uno scrittore prolifico.

Agosto è il mese delle vacanze, dello svago. Il mese in cui staccare la spina, non pensare a nulla, (se mai durante l’anno si è pensato a qualcosa). E io invece sono qui con trenta giorni di tempo per concentrare i miei pensieri in un unica, coerente e possibilmente corposa prestazione letteraria.

Ma agosto è la domenica dell’anno. Un mese soporifero, di beato nulla, dove bisogna accumulare svago a tutti i costi, per poi finire, nel migliore dei casi, a ricominciare la solita routine, più stremati e insoddisfatti di prima. Perché l’incantesimo d’agosto è silenzioso ma inesorabile. Concede ai vacanzieri, (a prezzo variabile a seconda dei casi) l’illusione quasi inconscia che l’esistenza potrebbe essere anche diversa, che potrebbe avere un sapore anche distinto da quell’amaro che hanno costantemente in bocca, per poi strapparli da quel sogno nel momento esatto in cui riprendono la strada di casa. Ancora ebbri dei fumi dell’illusione d’agosto, non si rassegnano immediatamente alla realtà, come chi si è appena svegliato da un sogno meraviglioso e ne è ancora avvolto, ma lo sente svanire a poco a poco e vorrebbe riaddormentarsi subito, recuperarlo, anche se sa che è impossibile. E allora di corsa a condividere migliaia di foto, a organizzare cene con gli amici, mostrare i video, distribuire souvenirs, scambiarsi storie, fino a quando la routine spegne gli ultimi tizzoni di entusiasmo e tutto torna placido e tranquillo.

Magnifico agosto.

Ma per chi come me, non ha nulla per cui staccare la spina? Chi agosto lo vede moltiplicato durante l’anno nelle angoscianti pause d’insicurezza e irregolarità, chi arranca in progetti che tendono, per principio di conservazione, a rimanere sempre tali, di questo torrido e desolato mese, non può far altro che subirne l’ansiogena e logorante sospensione.

DEVO trovare una storia, una trama, ma ad agosto che trama si può trovare? Vorrei essere rimandato a settembre, come un pigro studente di liceo.

Che gli venisse un colpo a quello stronzo di Bonetti. Eh già, perché ora non ho più una buona scusa per lamentarmi di non avere un’opportunità. Non posso più accusare il fato, la società, la sfiga. Ora tutto dipende da me.

E sono sicuro che non approderò a nulla di buono e dovrò ammettere a me stesso che non sono in grado di fare quello che pensavo di poter fare. È un pensiero agghiacciante.

Ecco qua, lo scrittore frustrato. Come il personaggio di Calvino in “Se una notte di inverno un viaggiatore.” Il romanziere che si tortura su ogni frase e che osserva con invidia l’altro romanziere scrivere senza sosta fiumi di parole che paiono sgorgare ininterrottamente e senza necessità di sforzo alcuno.

Mi ricordo un aneddoto raccontato da Stephen King nel suo libro sulla scrittura. James Joyce riceve una visita da un amico. Questi, vedendolo riverso sulla scrivania in preda alla disperazione gli chiede che cosa è accaduto. “Oggi ho scritto sette parole” risponde Joyce. “Bè, mi sembra molto buono per te” ribatte l’amico che evidentemente lo conosce bene. “Già, solo che non so in che ordine metterle.”

Tengo duro, ma non credo che la libera associazione stia dando i risultati sperati. Sono sempre più agitato. Peccato che non si possano stracciare queste pagine elettroniche. Nemmeno la soddisfazione di arrotolare la pagina con nervosismo e scagliarla dall’altra parte della stanza. Potrei scagliare il portatile dall’altra parte della stanza!!!

Troppo dispendioso. E poi, se mi venisse un’idea, proprio in quel momento?

Potrei scrivere su carta. Ma certo, questa è una buonissima idea. Scrivere e fare terapia. Offerta due per uno. Un bel blocco note facile da strappare, con carta robusta che faccia volume quando l’arrotolo e che sia pesante abbastanza da poter sentire lo “sssciok”, nell’impatto contro la parete.

Ottimo antistress.

Ok, sono già al limite della sopportazione.

Ed è solo il primo di agosto.

…Summertime, and the living it’s easy…
Annunci

2 pensieri riguardo “AGOSTO

  1. Ma quanto mi piace leggere i tuoi racconti?!
    UN SAKKKKKKKKKOOOOOOOOOOO!!!!! :)))
    Un bacio che comincia a sporcare la pagina bianca (l’importante è iniziare da qualche parte…)
    Sa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...