La prima volta al Caffè

Sono un po’ emozionato, lo ammetto. E’ stupido, estremamente stupido visto che sto per entrare nel Caffè di un amico…..mi viene in mente quella barzelletta idiota del tipo che entra in un caffè e….lasciamo perdere. Sono davvero agitato?  Che cazzata, stiamo parlando del tuo migliore amico mica di uno sconosciuto! E anche fosse uno sconosciuto che differenza dovrebbe mai fare? E falla finita che cazzo, finisci sta sigaretta ed entra.

Sarò l’unico a cui capita di parlare con se stesso? Mi auguro di no, spero si tratti di un male (o un bene) comune.

Difficile spiegare esaustivamente questa sensazione quindi non tenterò nemmeno di farlo, troppo complicato per uno che spesso litiga con le parole. La mente è una faccenda dannatamente complicata e ancora più complicato è gestirla soprattutto la mia, lasciamo andare altrimenti finisce che mi perdo di nuovo nel dedalo dei pensieri e rimango qui sul marciapiede.

Faccio ancora due tiri di questa dannata sigaretta e poi entro, del resto sono venuto fin qui per entrare non per guardare la vetrina. Ci risiamo, parlo di nuovo da solo.

Nel Caffè ci sono solo 2 avventori, uno seduto ad un tavolino e uno al bancone che sta parlando con il barista il quale non sembra molto interessato alla conversazione.

Ok la sigaretta è finita e ora non ci sono più scuse, entro. Mano sulla maniglia e via.

Appena varco la soglia tutta quella strana emozione che non sono stato in grado di spiegare prima scompare perché guardare quel volto è come tornare a casa, anche se quel luogo non è casa né mia né sua. Ma in fondo chi sa di preciso dove si trova la sua vera casa?

Il barista fa il giro del bancone e mi viene incontro, ci abbracciamo, ne è passato di tempo dall’ultima volta e siccome il sentimentale dei due sono sempre stato io un po’ mi commuovo.

Il tutto avviene sotto lo sguardo del cliente al bancone, uno sguardo tra il divertito e lo stupito, probabilmente il nostro comune amico non usa abbracciare tutti i nuovi clienti o forse si ma io risulto agli occhi di quest’uomo un po’ strano.

Suona il telefono e Raul alza gli occhi al cielo e si allontana un attimo per rispondere.

L’uomo al bancone distende le labbra in un sorriso e senza preavviso esclama

– Ehi amico tu chi sei? Il fidanzato di Raul?

– Tu devi essere Lupus – dico sorridendo e allungando la mano

– Già, le voci corrono, da quanto fate coppia?

– Piacere di conoscerti, io sono Chris – dico stringendogli la mano

– Bè il mio nome lo sai già comunque piacere – dice scuotendo con vigore la mia mano.

– Sai, non sapevo che Raul…..- dice facendomi una strizzatina d’occhio e ammiccando all’indirizzo del mio amico che con aria sofferente annuisce all’interlocutore telefonico con lo sguardo perso al soffitto.

Io sorrido e scuoto leggermente la testa ma quando sto per dire che Raul ed io siamo solo vecchi amici Lupus cambia espressione, sgrana gli occhi, mi posa la mano su una spalla e si affretta a dire – Bè sai non c’è niente di male se voi state bene, gli altri non si devono intromettere, come si dice ognuno è libero di metterlo dove preferisce.

– Ti ringrazio infinitamente per le tue sagge parole ma Raul e io siamo solo vecchi amici,  ci conosciamo dai tempi della scuola, siamo cresciuti insieme, tutto qui. Ma sono d’accordo con te riguardo alla libertà di metterlo dove si preferisce.

– Bè stando così le cose devo proprio dirtelo, gli amici del barista sono anche amici miei – e detto fatto mi abbraccia come se mi conoscesse da sempre.

Raul riaggancia il ricevitore e viene verso di noi ridendo.

– Immagino che vi siate già presentati.

– Hei il mio nuovo amico qui e forte sai! – dice Lupus all’indirizzo di Raul – pensa che vi conoscete dai tempi della scuola!

Poi si ferma un po’ stranito e aggiunge – questo però tu già lo sai immagino.

Raul mi guarda tra lo sconsolato e il divertito – che avrò fatto di male io nella mia precedente vita?

– Hei Sidro!! – Lupus lo chiama come se l’uomo non si trovasse al Caffè ma in un luogo lontanissimo e a giudicare dallo sguardo dell’altro avventore probabilmente lo è davvero. E’ seduto di fronte a un quotidiano ma sembra guardarci attraverso.

– Sidro ci sei amico? Sei tra noi? – insiste Lupus – devo presentati il nostro nuovo amico.

Sidro sembra ridestarsi da un sogno, alza lo sguardo e posa i suoi occhi nei miei lasciandoceli attaccati.

– Si chiama Chris ed è un amico di Raul ed ora anche mio sai, dai vieni qui a stringergli la mano non essere maleducato. Gli amici di Raul sono anche nostri, ricordi? Scusalo Chris, lui è un timido cazzone ma in fondo è un bravo ragazzo. Dai Sidro vieni qui!

Sidro si alza e viene verso di noi, gli occhi sono sempre agganciati ai miei e nel fondo si vede rimbalzare una strana luce. Si avvicina allunga la mano, abbozza un qualcosa che potrebbe essere un sorriso e lapidario dice – sembri uno sveglio, ti hanno avvertito che la democrazia è morta e sepolta? Visto che sei del giro se ti va possiamo organizzare il funerale. Gli amici del barista sono anche amici nostri, vero Lupus? – poi come se nulla fosse torna a immergersi nella pagine vuote del suo giornale.

Raul mi sorride stringendosi nelle spalle

– Sidro è così, ma secondo me gli sei simpatico.

– Me lo auguro – rispondo ridendo.

– Se non ho capito male non vi vedete da un po’ voi due – dice Lupus – allora festeggiamo!

Raul prende posto dietro il banco sorridendo, spina 3 birre e le mette sul bancone.

Salute amico mio, speriamo che questa sia la prima volta di una serie innumerevole di volte.

La vita è fugace e bastarda e credo valga la pena di viverla con le persone giuste.

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