Piccole Storie Romane

Potrei iniziare con una frase fatta del tipo “Il 2001 fu un anno di grande cambiamento”, come se la vita non fosse per antonomasia mutamento perpetuo.  Però perpetuo non significa lineare ed è vero che alcuni periodi sono più tumultuosi e plateali di altri. E il 2001 fu, sostanzialmente, uno di questi periodi. Anche a livello personale.

Avevo lasciato la mia vita comoda e sicura di Dublino per iniziarne una scomoda e insicura a Roma. Il fascino che la capitale esercitava su di me era solo pari ad un contrapposto sentimento di repulsione che sarebbe solo aumentato nel tempo.

Bellezza senza tempo e decadenza inarrestabile. Potere sacro e potere temporale. Culla della cultura e centro dell’ignoranza. Venivo dalla rassicurante prevedibilità dublinese e non ero abituato a questi continui e terribili conflitti tra opposti .

Senza contare il momento storico. Era il periodo dell’ irresistibile ma non risibile ascesa del Cavaliere, che riempiva i miei pensieri di cattivi presagi, eppure non riuscivo a scorgerne traccia nel resto della gente che sembrava come assopita, in preda ad un incantesimo. Non sapevo se tutto ciò si dovesse alla mia condizione di Alieno. Condizione che in molte occasioni avrei volentieri abbandonato.

Fu più o meno in questa situazione che decisi di contattare il mio migliore amico. Cercavo da una parte un appoggio morale e dall’altra un collaboratore per un nuovo progetto. Gli proposi di scrivere saltuari bollettini che raccontassero la realtà che ci circondava come se fossimo degli osservatori imparziali, degli alieni appena atterrati. Idea rubacchiata al mio vecchio insegnante di teatro che inviava articoletti brevi e satirici su tutto ciò che lo interessava.

Fu un fallimento totale. Dopo 3 bollettini decidemmo di abbandonare completamente il progetto.

La gente a cui li inviavamo, persino i nostri amici più intimi, non erano disposti né a leggere né tantomeno a partecipare o a commentare le nostre proposte. Tutta questione di tempistica. Avevamo anticipato di un decennio l’epoca della condivisione e dei commenti, dei blog, dei Facebook e dei Twitter.

L’anno che era iniziato male, finì anche peggio. Il cavaliere si aggiudicò le elezioni e non si sarebbe più schiodato per un’intera legislatura. Ci fu l’attacco dell’11 settembre, la guerra in Afganistan, ben due eclissi solari e il tramonto di una delle relazioni più importanti della mia vita.

Ad ogni modo, l’esperienza dei Bollettini mi spinse a continuare a osservare, riflettere e scrivere. E probabilmente anche questo blog in parte, deve la sua esistenza a quell’epoca.

Nei prossimi post, riproporrò un po’ di quel materiale, riveduto e corretto, che andrà sotto il titolo di: PSR: Piccole Storie Romane.

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