PSR 3: Sulla Metro (II)

Oggi sulla metro c’era una donna che parlava da sola e non si capiva un cazzo.

Io volevo leggere.

Poi è arrivato l’uomo con il violino scordato, si è messo proprio di fianco a me e non c’è niente di peggio di un violino scordato.

Io volevo leggere.

Poi è arrivata una signora con due bimbi, lei parlava francese e loro rispondevano in romanesco.

Lei urlava, il bambino voleva leggere il titolo del mio libro e ci metteva la faccia dentro, la bambina invece era tranquilla.

Poi il treno si è fermato, il bambino è scattato verso l’uscita, la donna lo ha acchiappato al volo, si è messa ad urlare ancora di più e lo ha strattonato facendolo finire di testa contro un corrimano.

Io ho letto la stessa parola per dieci minuti senza riuscire a memorizzarla.

Poi però sono sceso dalla metropolitana. Era una bella giornata, soleggiata e tiepida. Sono andato al parco, mi sono seduto sotto a un pino mediterraneo, tutto era calmo e tranquillo, la pace totale e un’aria che sapeva di fresco e di buono.

Ma mi era passata la voglia di leggere.

Cover Photo by Ashinine (beautiful image by the way!)

Per saperne di più sull’origine di PSR: Piccole Storie Romane, leggi questo post.

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