PSR 6. Stazione Tiburtina 2: apparenze.

Stazione Tiburtina.

Su una delle panchine lungo il binario siede un ragazzo dall’aria del saputello. Occhialoni da vista, vestiti ordinati e qualche libro in grembo. Una coppia di anziani a braccetto gli passa davanti. La signora lo guarda e gli sorride con tenerezza e lui, gentile, ricambia il sorriso. La signora allora si rivolge al marito con fare compiacente.

“Che bravo giovanotto, se ne vedono sempre meno in giro.”

Il marito lancia uno sguardo distratto al ragazzo, annuisce ma senza convinzione, poi appoggia le valigie proprio accanto alla panchina e, insieme alla moglie, consulta la bacheca con gli orari. La signora infilza gli occhiali che teneva appesi al collo e muove l’indice lungo la vetrina in cerca del proprio treno. Il marito, abituato a lasciare certe faccende alla moglie, si guarda attorno, butta un occhio alle valigie, ma sia queste che il ragazzo occhialuto sono scomparsi.

Imperturbabile, torna a fissare la bacheca.

“Ne abbiamo perso un altro”, dice.

“Ma caro cosa dici? Il prossimo treno è fra mezz’ora”.

“Parlavo dei bravi ragazzi, cara”.

Cover Photo: Stazione Tiburtina by Compaifecundo

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