IL PENDOLO

Il pendolo si muove tra due estremi.

Nell’istante preciso in cui ne raggiunge uno, già comincia il suo viaggio verso l’estremo opposto.

E viceversa.

Così funziona anche il nostro respiro.

L’apice dell’inspirazione è già l’inizio dell’espirazione.

E viceversa.

Così è la nostra esistenza.

Nell’istante in cui nasciamo già inizia il nostro viaggio verso la morte.

E viceversa.

Siamo abituati a dividere il giorno dalla notte, ma sappiamo bene che si tratta di un unico processo, costante e inscindibile.

È il dualismo, il fraintendimento più grande che ci porta a considerare come due unità distinte, aspetti di un unico fenomeno. Un equivoco percettivo che ci accompagna da secoli. Come se un braccio destro o sinistro potessero esistere per se stessi, fuori dal corpo; come se esistesse una linea netta di demarcazione tra Nord e Sud.

Sappiamo bene che una sfera non ha soluzione di continuità.

L’altro giorno mentre riflettevo su questo concetto, mi sono imbattuto in un testo, un’altra magica coincidenza, come l’avrebbe chiamata il professor Primavera.

Il testo appartiene all’antropologo C.P. Kottak, che riassume così il pensiero del padre dello strutturalismo Claude Levi-Strauss secondo il quale:

“…un aspetto universale della classificazione è l’opposizione o contrasto. Sebbene molti fenomeni siano continui anziché discreti, la mente, dovuto alla sua necessità di imporre ordine, li tratta come se fossero più diversi di quello che sono. Uno dei mezzi più comuni di classificazione è l’uso di opposizioni binarie. Buono e cattivo, bianco e nero, vecchio e giovane, alto e basso sono opposizioni che, secondo Levi-Strauss, riflettono la necessità universale umana di convertire le differenze di grado in differenze di classe…”

Una necessità umana.

Come mai una necessità umana si oppone alla natura delle cose? Perché la nostra mente ha bisogno di classificare, inscatolare, etichettare, produrre differenze e discriminazioni là dove esistono solo diverse sfumature di un unico fenomeno?

La mente produce illusioni, deviando di continuo la nostra attenzione sugli estremi, mentre la vita è un unico, incessante viaggio pendolare.

Immagine di copertina: Pendolo di Foucault.

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